Le chiavi di casa (2004)



Un film di Gianni Amelio. Con Kim Rossi Stuart, Charlotte Rampling, Andrea Rossi, Alla Faerovich, Pierfrancesco Favino.


Un film che fa riflettere e commuovere nel senso più profondo del termine


Gianni (Kim Rossi Stuart) ha perso la giovane moglie in sala parto mentre dava alla luce un figlio portatore di handicap. Da allora ha rifiutato di vederlo. Ora però fa ritorno per accompagnarlo in Germania per una visita specialistica. Il viaggio e la permanenza in terra tedesca costituiscono per i due l'occasione per conoscersi e comprendersi. Detto così Le chiavi di casa può sembrare o il solito film 'on the road all'italiana' o l'ennesimo clone para-hollywoodiano sull'handicap. Ma quando dietro alla macchina da presa sta un signore che si chiama Gianni Amelio  e alla sceneggiatura lavorano Rulli e Petraglia il risultato è senz'altro diverso.

Il rapporto tra padre e figlio è narrato non come un work in progress di comprensione ed empatia ma con la profonda consapevolezza della impermanenza dei comportamenti. Gianni si rende conto che la sensibilità del figlio Paolo (Andrea Rossi) è elevatissima. Ma così come lo è sul piano dell'espansività affettiva lo è anche su quello delle reazioni di chiusura, degli automatismi ripetitivi che servono a darsi sicurezza, dei ritorni indietro rispetto ad atteggiamenti che si ritenevano ormai acquisiti.

"Perché fai così?" è la domanda di Gianni di fronte a una reazione inattesa di Paolo. Ma alla domanda, Amelio ne è perfettamente consapevole, non ci può essere risposta. Paolo non 'sa' perché si comporta in quel modo. Lo fa e basta. Il rapporto tra i due non potrà che tentare di fondarsi sulle sabbie mobili dell'incertezza, del costruire con amore ogni giorno una rete di piccoli segni tanto delicata quanto fondamentale.

Ma il messaggio (ebbene sì il 'messaggio' che così tanta paura sembra fare ai cinefili portabandiera del cinismo) più forte è affidato alle parole di Charlotte Rampling rivolte a Gianni: "Mi sembrava che lei si vergognasse di suo figlio". Non bisogna vergognarsi di amare chi non ci offre certezze. E' forse in questo l'essenza dell'amore più vero.

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