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Il figlio del mio fidanzato è un antipatico

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30/10/2008

Gentile Dottoressa,

brevemente ecco la situazione: ho conosciuto 6 mesi fa un uomo stupendo di cui mi sono innamorata e lui ricambia i miei stessi sentimenti tanto che ci siamo fidanzati, anche se ancora non viviamo insieme.

Io non ho figli, lui invece è divorziato con 2 figli maschi, uno di 11 e l'altro di 15 anni.

Con il più piccolo il rapporto si è subito impostato serenamente con amicizia, il ragazzo più grande invece ha da subito preso molto male il fatto che il padre abbia una compagna (premetto che loro non sanno ancora che siamo fidanzati) al punto che addirittura non sta nemmeno volentieri seduto vicino a me a tavola, figuriamo parlarmi! A me piacerebbe che anche se non vorrà iniziare con me una amicizia (non devo per forza essergli simpatica), almeno si creasse un rapporto "civile" in quelle poche volte che ci vediamo, anche per il padre, che comunque patisce questo suo comportamento.

Vorrei a questo proposito dire che il padre ha avuto una relazione/convivenza durata 5 anni, dopo la separazione, e che già con l'altra compagna questo ragazzo ha avuto lo stesso comportamento. Questo mi fa capire che non sono io ad essergli particolarmente antipatica, ma che potrebbe esserci chiunque al mio posto e sarebbe uguale.

Ma non vorrei che si ripetesse con la stessa situazione, anche perchè l'ultima cosa che voglio è che si creino fratture nel rapporto con il mio fidanzato.

Che ne pensa? Non ritiene che a 15 anni dovrebbe avere già capito che suo padre ha diritto ad una nuova vita e che se anche non sopporta una persona questo non gli da il diritto di non portarle rispetto e di comportarsi in una maniera che rasenta la maleducazione?


Mi dia mi un consiglio, la saluto cordialmente.

(Valentina, Roma)

 

Mia cara Valentina, temo che questo problema sia in effetti molto comune a tante donne che come lei entrano nella vita di uomini con figli adolescenti.Non conosco la sua età, ma ho la sensazione che lei sia piuttosto giovane, diciamo 30 anni o forse meno, e che il suo fidanzato per avere dei figli 15enni ne abbia almeno 10 in più.

E se questo è il suo caso, allora siamo in presenza di una delle miscele relazionali più esplosive che conosca. E come tutte le miscele esplosive vanno maneggiate con cura, evitando attentamente di accendere micce inutili…
Vediamo infatti gli ingredienti di questa e di mille altre storie simili:

·         Il figlio adolescente di genitori separati. L’adolescenza –và da sé- è proprio un brutto periodo. Lei forse non se lo ricorderà più, ma è difficile a 15 anni avere bene chiaro la dimensione della causa-effetto delle cose, specie a valle di una separazione. Piuttosto succede che si è impulsivi, senza ragionarci su troppo (per esempio: se voglio punire papà per qualche motivo, difficile che parli direttamente al genitore, meglio reagire con fastidio alla presenza della sua giovane fidanzata, così che magari ci pensi lui ad indagare i motivi del mio malessere).

·         La fidanzata giovane. La gioventù si sa non è un peccato. Ma a volte il peccato è l’inesperienza e quello che va bene con gli amici da cui si è imparato a stare al mondo non vale per le famiglie che si creano, per scelta o per necessità. Genitori (naturali o putativi) si diventa solo con l’esperienza, e alcuni genitori reali ci mettono tutta la vita a smettere di essere figli a loro volta, a decidere di diventare adulti (che è un ruolo decisamente di secondo piano); capisco perciò che sia ancor più difficile per una ragazza come lei, che biologicamente è ancora più figlia che madre.

·         Il papà innamorato. Questo è il tasto dolente, perché è evidente che l’innamoramento fa perdere un po’ il senno e che per qualche tempo, come genitori, si lascia un pò a desiderare...E’ questo il caso di questo padre, che la giovane fidanzata teme di turbare e che a quanto ci dice “patisce” il comportamento del figlio. Credo in effetti che sarebbe una buonissima cosa per lui riuscire a “patire” il figlio,  ma nel senso del patos, di “empatia”cioè di quel sentimento di naturale condivisione del sentimento dell’altro che a  un genitore di solito non difetta (ma quando si è innamorati si).  

Il ruolo paterno in questa storia è quasi sullo sfondo, ma forse è perché a scrivere non è lui. Ci auguriamo che quindi l’immagine sfocata e piuttosto impotente di quest’uomo che ci ha fornito lei, Valentina, sia nella realtà molto più attiva e responsabile, come è giusto che sia.

Mi chiede in questa lettera un consiglio e naturalmente in poche righe non è semplice, anche per il rischio che vedo di toccare tasti che forse non è ancora pronta a toccare. Ma ci proverò.

Le preoccupazioni che lei mostra dovrebbero innanzitutto essere condivise col suo fidanzato, dal momento che solo lui ha la “chiave” della relazione col figlio.Il genitore che presenta il nuovo partner ai figli, infattii deve innanzitutto essere consapevole che sarà lui il responsabile di quella relazione: noi genitori poniamo ai figli al mondo, dando loro la nostra visione del mondo come nutrimento delle loro anime, figuriamoci se non facciamo la stessa cosa con il partner. Se amiamo la persona che presentiamo ai nostri figli, non ci saranno problemi veri (magari qualche incomprensione si, ma nel complesso come accade in tutte le relazioni affettive, famiglie del mulino bianco comprese). Se invece non ne siamo certi, magari perchè siamo all'inizio, questi stessi dubbi saranno esaltati dai figli, e non sarebbe giusto lasciare a loro l’onere di decretare che quella relazione  non va bene, attraverso conflitti più o meno evidenti. Meglio piuttosto evitare di frequentarsi tutti insieme, lasciando separati i ruoli padre-fidanzato, finche la relazione sarà magari più matura.

Insomma Valentina: più che del figlio, io mi preoccuperei per ora del padre: che posto vuole che lei abbia nella sua vita, che cosa si aspetta da lei come potenziale genitrice dei suoi figli, e lei stessa che cosa è disposta o non disposta a dare ecc.. Dice che è molto innamorata e questo dovrebbe certamente favorire una maggiore confidenza col suo fidanzato.

Affronti questi temi con tranquillità e senza drammatizzare. Questi temi se affrontati con profondità e affetto fra voi non potranno che avere come risultato una maggiore serenità anche fra lei e il ragazzo. Ne sono sicura.

(a cura di L.Francioli)

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