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In questa sezione vengono pubblicate le risposte dell’esperto ad alcuni dei vostri quesiti, scelti fra i più significativi, di interesse generale. Se avete dei quesiti di natura psicologia o legale che desiderate sottoporci, scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Potete anche fissare un appuntamento per una consulenza, scrivendo all'indirizzo email oppure telefonando al numero 366 4335833.

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Lettere alla psicologa

Vuole vivere col padre. Che fare?

Ho deciso quattro anni fa di venire al nord, dalla città marchigiana in cui vivevo, a vivere con il mio compagno, nato e cresciuto qui. Avendo una figlia di 9 anni, non è stato facile, ma ora,  con l’adolescenza alle porte, mia figlia mi ha chiesto sempre più con insistenza di andare a vivere col padre.

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Se non sono d'accordo con sua madre devo fingere?

Sono un papà di 40 anni, mia figlia Francesca vive con la mamma e ho come tutti i papà separati mia figlia con me a week end alterni. Tralascio tutta la difficoltà di dover svolgere il mio ruolo paterno in queste difficili condizioni logistiche e materiali (vivo in un bilocale, considerando che con la separazione  l’assegno di mantenimento mi ha ridotto a poco più che un povero), e desidero concentrarmi su quelle psicologiche che trovo nel dover esercitare il mio ruolo di padre.

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Separati in casa: conseguenze spiacevoli e decisione da prendere

Gentile dottoressa, 
mi chiamo Patrizia, ho 41 anni, sono sposata, separata in casa con un figlio di 9 anni. Sono separata in casa da quasi 2 anni; con mio marito abbiamo fatto un percorso di terapia di coppia per mediare nella fase più critica della nostra separazione. Sono stata convinta che questa per noi fosse la soluzione migliore; ma mio marito nel frattempo ha scoperto di avere un tumore e ora è in chemioterapia. L'affetto per lui, dopo 12 anni insieme, rimane e ho deciso quindi di sostenerlo in questa difficile fase della sua vita. Per lui, per nostro figlio.

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Mio figlio mi odia!

Sono una madre separata con un bambino di 3 anni. Da un anno e mezzo convivo col mio attuale compagno che ama immensamente il mio bambino (il quale ricambia ).
Ultimamente il mio bambino che frequenta il padre regolarmente ha iniziato a non voler più stare con me. Quando vado a prenderlo a scuola è una tragedia, nell'arco della giornata il suo "voglio papá" è costante e il mio coccolarlo, giocare con lui, costruire qualsiasi cosa con lui risulta tempo perso.

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Padri che fanno i mammi

Gentile dottoressa Francioli,
siamo separati da 3 anni e con il mio ex marito le cose vanno abbastanza bene, nonostante una separazione non facile: i bambini vanno volentieri dal padre e le alternanze sono rispettate con puntualità. Ma sento che nel tempo si sta affermando una modalità di gestione dei figli che non mi piace: lui è il "mammo", accogliente, generoso, pieno di volontà di viziarli e di difenderli sempre e comunque dal "mondo cattivo"....

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Un bimbo nervoso col padre

Buongiorno, un anno e mezzo fa mi sono separata. Il mio bambino ora ha 3 anni. Le mie preoccupazioni sono un merito al mio bambino. Premetto di non essere una mamma che concede tutto. Dico no a molti dei suoi capricci e pretendo rispetto e un buon comportamento (a tavola, con gli altri bambini ecc ecc); nonostante lui sia così piccolo, è un bambino ubbidiente, sereno, vivace e molto chiacchierone.

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Lettere al legale

Diritto di visita. Come funziona?

E' importante sapere come funziona Il diritto di visita perché questo regola la modalità con il quale ciascuno dei genitori separati può incontrare il figlio. All'interno del diritto di visita vengono stabiliti i giorni e i momenti che i figli trascorreranno con mamma o con papà dopo la loro separazione, a seconda anche del regime di affidamento stabilito dal Tribunale.

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Gli impegni economici dei nonni verso i nipoti

I nonni devono mantenere il nipote se il genitore è inadempiente. Il Tribunale condanna un nonno a versare al nipote l'assegno alimentare in luogo del figlio inadempiente, ma la Corte d'appello ribalta le sorti della causa: la madre del bambino era in grado da sola di occuparsi economicamente del minore

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Mia moglie cambia città coi figli. Ne ha diritto?

Mia moglie, da cui sono separato da circa 3 anni, ha deciso di andare a vivere in un'altra città, per avvicnarsi ai suoi genitori. Peccato che in questo modo si allontana da dove abbiamo vissuto e dove io lavoro di circa 100 km, cosa che rende impossibile il mio diritto di frequentare i figli? Può fare una cosa del genere?

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