Tornare insieme dopo una separazione: come fare con il bimbo?
Ci siamo separati quasi un anno fa, inizialmente molto male, quasi da non parlarci; poi siamo riusciti ad avere un rapporto civile. Ultimamente ci siamo riavvicinati molto, tanto da decidere di iniziare un percorso con un terapeuta per capire la situazione.
Dopo il figlio, nato 3 anni fa, le cose sono state molto difficili ed entrambi probabilmente abbiamo espresso troppo poco le nostre necessità e aspettative. Mi chiedevo se, anche dopo un supporto psicologico (perché indubbiamente ci serve), dovessimo tornare insieme come dovremmo gestirla con il bimbo? Una cosa graduale come se fossimo una coppia che si sta conoscendo oppure tornare subito a vivere insieme?
Grazie
Clara B.

A volte la separazione raggiunge il suo scopo quando i coniugi si accorgono che vivere separati non è la soluzione per nessuno di loro; in fortunate situazioni, la separazione diventa l'occasione per elaborare le ragioni e le difficoltà del legame ed imparare modalità di convivenza più rispettose di sè e dell'altro/a e più funzionali all'evoluzione personale di entrambi. Auguriamo a questa signora che questo sia presto il caso.
Rispondere al quesito posto richiederebbe una conoscenza della situazione più approfondita; per esempio sarebbe importante sapere come i genitori hanno comunicato la separazione, se lo hanno fatto, e come in questo anno abbiano poi raccontato al bimbo cosa era cambiato in famiglia e perché; ma soprattutto servirebbe capire come l’ha presa, se è tranquillo, agitato, arrabbiato, etc. In linea di massima ci piace dire che quando i genitori sono convinti di quello che fanno e hanno elaborato le loro decisioni con autenticità e trasparenza fra di loro il rapporto e la comunicazione col figlio non dovrebbe preoccupare: non dobbiamo sempre e per forza fare scelte che soddisfino le loro aspettative, ma certamente dobbiamo essere solidi e credibili quando le facciamo e quando le spieghiamo, in particolare quando sappiamo che i figli non potranno condividerle.
In questo caso un ritorno insieme dei genitori separati sembra il classico non-problema: il figlio non potrà che essere felice di ritrovare il nucleo famigliare che probabilmente rappresenta per lui l’ambiente più semplice in cui crescere, rispetto a quello senz’altro più articolato logisticamente e affettivamente in cui vi sono delle alternanze fra mamma e papà. In realtà però tutto dipende da come sarà questa reunion: se i genitori sapranno rimettersi insieme rinnovati e consapevoli dei motivi che li hanno allontanati, al bambino si può fare una comunicazione molto semplice, magari concordata col terapeuta in funzione del suo temperamento e dell’età, nell’immediatezza della ricongiunzione; se invece permangono delle aree di incertezza, e tornare insieme significa darsi del tempo per verificare se al di là delle intenzioni le cose possono davvero funzionare, allora meglio avvicinarsi gradualmente, coinvolgendo sporadicamente il figlio, dandosi il tempo di frequentarsi e sperimentarsi anche come coppia. Infatti non sarebbe una buona cosa ritrovarsi dopo poco tempo ad affrontare una nuova separazione, sarebbe certamente problematico per la coppia ma senza dubbio anche per il bambino che sperimenterebbe una significativa variabilità nell’ambiente primario. Insomma, vale per i coniugi in separazione cosi come per le nuove coppie o per le famiglie ricostruite: datevi il tempo di considerare la relazione per quello che è, radicandovi nei dati di realtà e nei vissuti interiori di ognuno e valutate come potrebbe essere nel futuro, senza fughe in avanti ma anche con la giusta apertura di fiducia nel futuro, senza soccombere a troppi timori.
(a cura di L.Francioli)
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