Vedovo maturo, sentimentalmente condizionato dai figli
Inizio questa storia con un uomo vedovo da 6 mesi. Lui ha 58 anni, due figlie grandi, una ancora in casa. Come è possibile che un uomo adulto e a cui non manca nulla si faccia condizionare dalle figlie, fino ad estromettersi da una relazione sentimentale che funziona?
Premetto che si tratta di un uomo tranquillo, casa e lavoro. Una persona che ha passato quasi 40 anni con la stessa donna e con una vita totalmente priva di svaghi, amici, uscite tipo serata a teatro, birreria o altro. Solo duro lavoro 7 gg su 7. Non è una persona avvezza alla conquista, al passare da una donna all'altra. Abbiamo dovuto frequentarci in tutta riservatezza, quasi come fossimo due ladri, ritagliarci uscite rubate scandite dai mille impegni di lui legati quasi sempre alla sua famiglia. Situazione che ho accettato, capendo anche che fosse troppo presto per dichiarare la nostra storia, pur essendo seria. Noi comunicavamo spesso con Whatsapp e un giorno la figlia più giovane ha pensato bene di controllargli il telefono, per fortuna vedendo solo alcuni dei messaggi tra noi, ma uno diceva "ti voglio un casino bene". E' andata su tutte le furie dicendo al padre che quelle parole le deve dire a lei e non a "quella". Poi ha preso il mio numero ed assieme alla sorella mi hanno mandato un vocale su Whatsapp, avvertendomi che non era il momento, qualsiasi cosa stesse accadendo. Sono intercorsi alcuni vocali in cui io mi sono sempre posta con gentilezza e disponibilità a chiarire la situazione, ma nulla di questo è stato possibile. Da quel momento in poi tutto è precipitato. Io non ho mai mollato, ma con lui cercavo spiegazioni tramite messaggi Whatsapp a cui non ha mai dato seguito, ma che ha sempre letto o ascoltato. L'ho bloccato sotto casa e chiesto di parlarmi e lui è scappato. L'ho bloccato in altro luogo lontano dalle nostra abitazioni e qui ho avuto una serie di spiegazioni - diciamo così - da una persona confusa e spaventata che ha per tutto il tempo tenuto la testa bassa ed evitato la vicinanza dicendomi che aveva capito che: "ho paura ad impegnarmi" "ho capito che sto bene da solo", "io ti voglio bene ma non ti amo" ,e tutta una serie di frasi sconclusionate compreso che ci saremmo sentiti per due parole e magari un giro in moto. "Io lo so tu un giorno vorrai di più e io ho sempre da fare". Nell'immediato ci ho creduto poi mi sono resa conto che erano tutte storie. C'era senz'altro di più.
La domanda è: com'è possibile che un uomo a cui non manca nulla, casa, lavoro, denaro, salute, ha una donna che lo ama davvero, senza grilli per la testa, che non vuole nulla di che, tranne conoscersi e frequentarsi per rendere questa vita già pesante e triste un pò più piacevole, alla soglia dei 60 anni, rendendosi conto che il tempo vola, come fa a farsi controllare la vita in questo modo da una figlia egoista e spregevole quale è? Ovviamente le figlie si "prendono cura di lui", cosa che naturalmente a lui fa anche comodo perchè non si fa nemmeno la spesa, ed è vero che io non gli ho negato un aiuto ma non intendevo diventare la sua Colf/Badante, avrei voluto piuttosto essere la sua compagna di vita!
Maria Cristina L.

Dalla lettera, che abbiamo riassunto ai fini della pubblicazione, comprendiamo la sua fatica e sofferenza e il sincero desiderio di fare di questa relazione una storia che abbia un futuro. Lei appare come una persona profonda e sincera, misurata e piena di sentimenti e intenzioni serie; ma purtroppo storie come la sua- con compagni vedovi e figli ingombranti- ne riceviamo moltissime. Spesso sono dovute al fatto che in effetti questi uomini che hanno avuto la relazione più significativa nella sola moglie, per tutta la vita, non sanno né cosa vogliono davvero una volta vedovi, né come trattare e gestire una nuova relazione, finendo per rimanere piuttosto ancorati alle sicurezze del passato, e cioè a dire ai figli, che magari però li controllano. Ci chiediamo spesso perché molte donne come lei restino ancorate a uomini cosi poco generosi e poco disponibili a investire sul proprio futuro, pur potendolo ancora fare.
Cosa succederebbe se lei rivolgesse le sue energie a qualcosa di più gratificante e di produttivo per lei? Se tornasse a pensare a cosa le fa piacere fare, a come può coltivare i suoi interessi più personali, come può circondarsi da affetti sinceri, al di là di una relazione sentimentale? Solo da azioni del genere potrebbe comprendere quanto sia importante per lei godere di gratificazioni vitali, e tornare a guardare al futuro con speranza; ma a partire dalla realtà, che a volte ci fa incontrare persone che vorremmo diverse, ma che sono semplicemente quel che sono. Sganciarsi e lasciare andare può essere molto difficile, ma è solo facendo spazio che possiamo fare entrare qualcosa di nuovo e di meglio. Nel caso, cerchi un professionista psicologo/psicoterapeuta che la aiuti a elaborare questa storia, meglio di quanto possiamo fare noi in poche righe.
Le auguriamo che non smetta di cercare di stare al meglio e che il 2023 le porti tutto il bene che si merita.
(a cura di L.Francioli)
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