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La nuova partner

17 Giugno 2008

Da qualche mese frequento una donna, senza figli, con la quale desiderei condividere anche il tempo che trascorro con mia figlia Caterina, che ora ha 12 anni. Sono separato da 4 anni e non ho mai fatto conoscere a Caterina nessuna delle partner che ho frequentato precedentemente per paura di turbarla.

Mia figlia nei fine settimana che passiamo insieme dorme da sempre nel letto con me e ho paura che il cambiamento di questa abitudine le possa inimicare la mia fidanzata. Che consigli mi può dare?

(Filippo, 37 anni, Torino)

Caro Filippo, Caterina ha vissuto in questi anni un rapporto esclusivo con suo padre, addirittura entrando simbolicamente nel suo letto al posto di qualsiasi fidanzata ufficiale; posso capire quindi le tue più che giustificate preoccupazioni a fronte del cambiamento che prospetti!

Non conosco i motivi della tua scelta di tenere all’oscuro tua figlia delle relazioni affettive che hai avuto in questi anni, presumo che non fossero persone importanti per te e che volessi pertanto evitare a tua figlia delle “fatiche” inutili.

Tuttavia mi viene da pensare che in questi anni hai forse vissuto tu stesso una sorta di “innamoramento” per tua figlia, una nuova stagione in cui hai certamente vissuto la tua paternità in modo nuovo ed esclusivo rispetto al tuo ruolo nella dimensione coniugale, dove può essere che tua figlia fosse particolarmente legata più alla madre che a te.

Mi è capitato spesso di incontrare padri che diventano tali proprio grazie alla separazione, e questo è senza dubbio uno degli aspetti della separazione più positivi per i figli: le relazioni coi genitori e più in particolare con i padri diventano spesso più profonde e meno scontate di prima.

Tuttavia accade in qualche caso che questa nuova relazione coi figli diventi soprattutto all’inizio molto esclusiva, quasi ad escludere qualsiasi altro affetto. C’è da dire in aggiunta che il genitore che frequenta i figli a settimane alterne non fa troppa fatica a omettere di avere un/una fidanzata o di non averla più (mentre per il genitore affidatario nascondere qualsiasi relazione è più difficile).

Ma Filippo sembra aver superato dopo 4 anni quella fase, e sente giustamente il bisogno di riequilibrare la sua vita affettiva, dando spazio ad una nuova relazione ma senza escludere la figlia.

Certamente questa nuova fase è positiva per Filippo e lo è ancor più per Caterina: entrare nell’adolescenza con l’esclusività della relazione paterna è per una ragazza un potenziale rischio di invischiamento  e di condizionamento della sua vita affettiva che  fisiologicamente comincerà a breve.

I figli certamente assorbono l’esperienza dei genitori e se ne servono più o meno consapevolmente per affinare le proprie scelte individuali, rispecchiando o mettendo in discussione quei modelli. Un genitore separato che sappia comunicare ai propri figli con l’esempio che si può ricostruire una nuova relazione affettiva soddisfacente, qualunque sia il motivo del fallimento di quella coniugale,  è senza dubbio un buon punto di riferimento per la loro futura vita affettiva, a prescindere che il nuovo partner corrisponda in pieno all’ideale che essi ne potrebbero avere.

Tuttavia, come in tutte le cose, occorre rispettare anche i tempi di “digestione” dei figli e delle loro anime, e non c’è dubbio che nel caso di Filippo un comportamento frettoloso potrebbe compromettere quanto di buono c’è in questa fase della sua vita.

Suggerisco pertanto di coinvolgere Caterina nell’approntamento di una nuova cameretta o di un lettino tutto suo, sottolineando l’evento come la positiva conseguenza della sua crescita e della sua presunta maggiore necessità di autonomia.

Solo quando questa fase sarà completata, potrà entrare in scena la nuova compagna, che dapprima non dormirà col padre, limitandosi a frequentare la coppia genitore-figlia in orari diurni. Successivamente, quando magari una o più vacanze avranno esposto la ragazzina al fatto che il padre dorme insieme alla nuova compagna (ma inizialmente nel letto dell’albergo, per esempio) sarà possibile cominciare la convivenza saltuaria nel pernottamento notturno fino eventualmente alla convivenza full time.

Quanto tempo per tutto questo? Naturalmente dipende dal livello di esclusività che genitore e figlia hanno agito in questi quattro anni, indicativamente, in questo caso, direi in non meno di sei mesi.

 

Auguri Filippo, e mi aggiorni in futuro su come proseguono le cose!

 

(a cura di L.Francioli)

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