Quando il papà ha il fidanzato
5 Luglio 2008
La famiglia come la società sta proponendo sempre più nuove strutture relazionali ed affettive. Sento ad esempio più spesso di coppie che si lasciano perchè il partner ha scoperto di amare una persona dello stesso sesso. Questo comporta per i figli un cambiamento radicale di atteggiamento, soprattutto quando ci si incontrerebbe tutti insieme.
Cosa dovrebbe fare il genitore che riceve questa comunicazione? O è compito del genitore omosessuale?Come si può spiegare una cosa del genere alla prole? Non sarebbe meglio tacere ed aspettare che da grandi potessero affrontare l’argomento con maggiore maturità? L’omosessualità del genitore potrebbe minare l’equilibrio psico affettivo dei figli?
(Matteo, Torino)
Nessuna ricerca seria ha mai stabilito con certezza una causa precisa per l'equilibrio psicoaffettivo dei figli. Quello che è certo è che su questo tema conta la persona che siamo e la responsabilità che ci prendiamo nell’ essere quello che siamo, anche nelle nostre imperfezioni.
Vi sono persone omossessuali che sono meravigliosi padri e madri , proprio perchè dalla loro diversità di genere hanno tratto una forza e una profondità che sarei felice anche io di offrire ai miei figli; ci sono omossessuali invece che sono persone moleste e dannose fin nel profondo, come lo sono tanti genitori eterosessuali, che sono inadeguati senza speranza, vuoti, persi, inconsistenti, modelli pessimi per i loro figli , ma che vanno a letto con l'altro sesso e quindi la cosa sembra sorprendentemente meno grave, chissà perché.
Il punto quindi secondo me non è essere omosessuali, ma il tipo di rielaborazione della propria identità che ha fatto la persona omosessuale o eterosessuale (qual è la differenza? )
Mettendo l'enfasi sulla rielaborazione personale del genitore non voglio certo sostenere che non sia importante innanzitutto partire dai figli: quanti anni hanno, con chi vivono dei due genitori, che temperamento hanno, che rapporto c’è stato fino a lì col genitore omossessuale e anche con quello eterosessuale. Altrimenti nel caso la persona omosessuale si dichiari - anche al termine della migliore delle rielaborazioni possibili - rischia l'outing, che è solo uno scaricarsi la coscienza, fare qualcosa a partire da noi che non riusciamo a gestire, senza valutare chi abbiamo di fronte, quali sono i modi e i tempi più opportuni per lui/lei.
Altre cose da valutare bene prima di prendere una decisione sul dichiararsi o meno riguardano i genitori, tutti e due: hanno ora un rapporto stabile affettivamente con un partner? C’è forte conflittualità a prescindere dalla questione in oggetto? Etc.
Queste condizioni specifiche possono fare la differenza nel merito e nel metodo della dichiararsi come persona omosessuale di fronte ai figli.
Il genitore omosessuale che decidesse di comunicare la sua identità di genere ad un certo punto della relazione affettiva col figlio, deve comunque essere soprattutto pronto a farsi carico delle conseguenze.
Non è quindi è tanto il dirlo, è piuttosto tutto quello che viene dopo
Ma detto questo e definito opportunamente lo scenario specifico, torno alla questione di fondo: è il genitore omosessuale è la sua identità di genere che deve essere ben elaborata affinché sia un genitore adeguato, oltre che una persona adeguata. E qui vorrei spendere qualche parola in più.
Essere omosessuali non è una scelta, è una necessità per chi sente quel tipo di identità, difficile immaginare di nasconderlo per sempre, a meno che ci fossero solide ragioni legate al potenziale danneggiamento dei figli. Immagini per esempio di vivere in un regime totalitario, e se come ai tempi del fascismo le fosse necessario dichiarare l’appartenenza ad un credo politico non suo, pena l’emarginazione sua e dei suoi figli, cosa farebbe? Nasconderebbe le sue idee ai figli? O affronterebbe coraggiosamente le conseguenze?
Come vede nell’interesse dei figli la questione è veramente difficile su tutti i temi.
Ma la buona notizia è che sull’omosessualità per fortuna non siamo come ai tempi del fascismo e anzi direi che ultimamente “l’orgoglio omossessuale” ha fatto si che anche socialmente e civilmente in molti paesi la questione sia stata posta in ambiti inusuali (si pensi solo ai temi del matrimonio fra persone gay o il tema dell’adozione per le coppie omosessuali) e ciò abbia attirato l’attenzione di molte persone, cui prima la questione sembrava non riguardare.
Mi chiede se l’omosessualità genera disagi psicoaffettivi nei figli.E qui mi sento di dirle che non c’è di sicuro una relazione causa-effetto, altrimenti tutte le persone disturbate di questo mondo avrebbero alle spalle un genitore omosessuale, e naturalmente non è affatto così. Anzi è vero a volte il contrario , cioè che i figli degli omosessuali "maturi", proprio perchè hanno avuto genitori in grado di attrezzare i loro figli sul tema (avendoci tribolato parecchio), possono sviluppare una maggiore maturità affettiva , mentre è certo che i figli di genitori immaturi e inadeguati, omosessuali o eterosessuali che siano, possono presentare disturbi di vario tipo, compresa la malattia mentale, la dipendenza da sostanze, i disturbi alimentari, l’anaffettività etc.
Io dico che destabilizza i figli una milionata di cose , non necessariamente l'omosessualità , semmai la cattiva rielaborazione che fanno alcuni omosessuali ,esattamente come cattive elaborazioni dell'identità fanno alcuni eterosessuali .
Non voglio alleggerire la questione, non voglio negare che sia problematica, ma lo è prevalentemente se il genitore che si è "scoperto" come persona omosessuale non ha intimamente elaborato e risolto questo pezzo della sua identità. E se questo è il caso putroppo che lo dica o meno ai suoi figli non fa grande differenza; è infatti quella incapacità di fare i conti con la PROPRIA diversità che potenzialmente destabilizzerà il figlio.Se invece la persona omosessuale è una persona adulta e matura e un genitore responsabile, sa che non è una sventura confrontarsi con la diversità e saprà successivamente stare accanto ai suoi figli in un pezzo di strada che non sarà una passeggiata, sarà senz'altro doloroso, non necessariamente destabilizzante però. E’certo infatti che quella persona dovrà fornire un grande sostegno ai suoi figli e per questo possedere una grande forza morale.
Io mi augurerei che noi che siamo la "società civile” potessimo fare il nostro pezzo nel sostegno a situazioni come queste, nel non lasciare che il genitore in una situazione come questa si ritrovi solo, ad attingere alle proprie risorse e alla sua sola forza morale.
Bello sarebbe poter dare un pezzo della nostra, nel caso in cui l’avessimo…
(a cura di L.Francioli)
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