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Frequentare la ex

4 Dicembre 2008

Salve, scrivo a questo sito per chiedere un parere, anche se non sono un genitore separato ma convivo da 4 mesi con un uomo che ha avuto recentemente la separazione consensuale.

Quest'uomo che amo molto ha due figli e naturalmente cerca di vederli ogni fine settimana. Ora il fatto è che questa frequentazione dei figli avviene sempre anche in presenza della ex moglie, vanno a spasso, a mangiare il gelato o al centro commerciale.

 

Oppure si preoccupa ancora per lei al punto che per esempio essendo che lei si dovrà operare fra poco ha già predisposto le cose per aiutarla in occasione del suo rientro a casa.

Mi chiedo allora:  capisco quanto lei soffra a vedersi lasciata dal proprio marito e forse è anche gelosa di me, ma anche Cesare paga un prezzo per questa separazione non potendo vedere i suoi figli ogni giorno come vorrebbe. Insomma, io ho paura che - anche se dice di amarmi- dal momento che ancora dà tante attenzioni anche a lei e lei se ne approfitta, e dal momento che  pure gli stessi familiari lo invoglieranno dicendogli torna insieme a tua moglie per il bene dei tuoi figli eccetera, che questo possa far si che lui decida di tornare sui suoi passi.

Questo mi fa tanta paura, perchè se da un lato secondo me è giustissimo che prima vengano i figli, dall'altro penso che lui dovrebbe tagliare i ponti con la ex moglie, perchè anche se lui non lo vuole ammettere a me sembra che sia ancora confuso e combattuto.

Io non penso che sia normale che lui dica che siccome i bimbi sono piccoli allora lui e la madre li devono vedere insieme. Lei che ne dice? Lui potrebbe per legge anche vederli anche da solo, o con me. Invece per lui è normale fare passeggiate come se fossero ancora una vera e propria famiglia.

E io allora che ruolo ho? Mi può dire la sua opinione sulla questione dei figli e suggerire una soluzione a questa mia paura che mi tormenta l'anima?

Grazie

(Lorenza R., 30 anni, provincia di Milano)

 

Ricevo spesso lettere che riguardano la relazione con la o il proprio ex, e spesso proprio quando ad entrare in gioco ci sono nuove relazioni affettive, come quella che riguarda la giovane donna autrice di questa lettera. In questi casi infatti è naturale che il bisogno di trovare un nuovo equilibrio relazionale e affettivo spinga a porre la questione  della regolazione dei rapporti con i figli e con gli ex in modo nuovo, imponendo a volte nuove routine.

Preciso subito però che in questo caso parlerò dei figli e di quello che ritengo sia il meglio per loro, almeno in generale. Non dirò nulla della questione che sembra angosciare la giovane lettrice (mi ama o amerà ancora la ex? Tornerà da lei frequentandola per i figli o no? etc), dal momento che non non so nulla circa la bontà dei sentimenti di questo padre nei confronti della nuova convivente e dal momento che solo dal di dentro di una relazione si può capire il significato delle cose che accadono.Posso dire però che 4 mesi di convivenza, per quanto significativi,  sono piuttosto pochi per poter dire che si tratta di una relazione affettiva consolidata e che molto dipende probabilmente dalla capacità di questa neo coppia di affrontare la questione della genitorialità di lui in modo efficace.

Quando i genitori si separano, spesso accade che per il bene dei bambini si cerci di ricreare il più possibile la situazione famigliare messa in crisi dall’allontanamento di uno dei due genitori. Ecco allora che si cena insieme, magari una o due volte a settimana o ogni tanto, si va a prendere un gelato, si incontrano insieme i genitori del/della partner etc. Lo si fa –si dice- per abituare i bambini gradualmente alla nuova condizione, per evitare loro un “trauma”.Anche se comprensibile, questo comportamento invece non fa il bene dei bambini, a meno che naturalmente ciò sia il segno di una effettiva riappacificazione e di un riavvicinamento della coppia (ma non sembra essere questo il caso).

Piuttosto accade che queste “gradualità” sono messe in atto per mitigare un senso di colpa che molto spesso il genitore che decide la separazione vive in modo drammatico sia nei confronti dell’ex partner sia nei confronti dei propri figli. Da qui il bisogno di salvaguardare almeno saltuariamente le vecchie abitudini.

Ma i  bambini più di tutto hanno bisogno di certezze, l’ambiguità e l’ambivalenza di una separazione annunciata e poi agita ad intermittenza non fa che mantenere in loro l’illusione che i genitori possano tornare insieme, complicando la rielaborazione e il consolidamento della nuova condizione. Meglio dare un taglio netto alle vecchie abitudini e dare vita a delle nuove routine, dove il papà (e la mamma) possano essere visti per quello che sono, alla luce della separazione.

E’ dunque molto importante che i bambini possano fare riferimento il più presto possibile su delle nuove certezze: il papà (o la mamma) non vive più con loro, ma non ha smesso di essere il genitore che è sempre stato. Pertanto vanno individuate e negoziate nel modo più sereno possibile le nuove regolarità, compatibilmente con le abitudini e la logistica dei genitori; per esempio una o due sere/notti la settimana, sempre quelle, e un week end alternato possono essere un buon inizio di alternanza con l’ex partner. La separazione in quanto atto legale potrà sancire questa alternanza includendo anche le vacanze estive o per quelle invernali e naturalmente le questioni economiche  etc; ma un buon accordo sulle alternanze settimanali va trovato subito, fin dai primissimi giorni, mentre l’accordo per una separazione anche consensuale può richiedere diversi mesi, figuriamoci per una separazione non consensuale.

Una volta consolidata la nuova condizione penso che invece non sia male incontrarsi ogni tanto tutti insieme, in occasioni speciali: ad esempio il giorno del compleanno, lo scarto dei regali di Natale la mattina del 25 Dicembre, il primo giorno di scuola (o l’ultimo) etc. Tutto questo solo se i due ex coniugi sapranno creare in queste occasioni un clima disteso e complice, in grado di trasmettere ai figli un buon equilibrio; se invece le relazioni sono tese, e emotivamente inquiete è meglio naturalmente soprasedere…

Nel caso posto da questa lettera c’è in aggiunta alla separazione una nuova convivente del papà. L’introduzione di questa nuova figura affettiva nell’ambito famigliare sarà certamente delicata ed è opportuno che stabiliate insieme alcune questioni, per esempio in che termini regolare il vostro tempo di coppia insieme ai figli. Può essere utile per esempio che la nuova relazione (questa si!) sia introdotta ai figli in modo graduale, lasciando il tempo ai bambini di instaurare una relazione con la nuova compagna del papà, contemporaneamente consentendo che ci sia ancora uno spazio “esclusivo” col papà, dove lei non sia presente. Successivamente invece la nuova coppia potrà assumere un ruolo più stabile, partecipando in modo continuativo a tutte le attività che riguardano i bambini.

Molto spesso comunque la relazione con l’ex partner non scompare. Non parlo della relazione concreta, effettiva, quella che porta i due ex coniugi a frequentarsi. Molto spesso questa relazione pratica scompare, con l’eccezione dei figli. Ed è un bene che sia così. Parlo invece della relazione affettiva, quella di due persone che hanno condiviso molto spesso una fetta importante della loro vita, hanno messo al mondo dei figli e poi hanno preso delle decisioni che li hanno portati lontani. Questa relazione affettiva invece in molti casi non scompare mai, in almeno uno dei due partner, più raramente in entrambi.

C’è un romanzo bellissimo “Divorzio a Buda”(ed. Adelphi) che dice in modo straordinario il come e un po’ il perché di questo persistente sentimento. Che è infondo a mio avviso inevitabile, quando si ha molto amato.

Auguro alla giovane lettrice di non provare gelosia per un sentimento così struggente, nel caso il suo compagno dovesse un giorno sentirne le strette.

 

 

(a cura di L.Francioli)  

 

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