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Mio figlio e un padre che non c'è...

Mio figlio, che ora ha 3 anni, non ha mai conosciuto suo padre e porta il mio cognome; dalla sua nascita in poi, ho avuto poche e sporadiche notizie di suo padre, perchè quando mi ha detto che non lo avrebbe riconosciuto non ho più voluto vederlo.

Vivo in provincia e nonostante la mia famiglia di origine mi sia sempre stata vicina, mi sento molto sola ad affrontare la mia genitorialità da mamma single.Per i miei genitori lui è un farabutto, e anche per me è incomprensibile che non abbia voluto diventare padre di un bimbo così bello e solare. Nonostante la sofferenza della sua decisione (per circa un anno, prima che restassi incinta, la nostra è stata una relazione felice), sono contenta di avere mio figlio e nel tempo ho capito che un uomo così irresponsabile non lo avrei comunque voluto accanto per tutta la vita e me ne sono fatta una ragione. I miei genitori invece hanno ancora il dente avvelenato ed è impossibile anche solo nominare a Filippo che esista da qualche parte un padre. Eppure c'è, e non sarebbe neppure difficile per me mettermi in contatto con lui, se solo lo volessi. Ma il punto è che non so se lo voglio, mi chiedo se non sia peggio per mio figlio scoprire che un padre esiste e che non ti ha voluto, oppure se non sia meglio semplicemente continuare ad omettere qualsiasi informazione che lo riguradi, come insistono i miei che sia meglio fare.

Donatella

 

Una mamma così orgogliosa di esserlo nonostante le difficoltà e la solitudine è una grande risorsa per un figlio, che di certo chiederà conto molto presto della sua origine, come è giusto che sia. Deve attingere dunque alla grande forza che traspare dalla sue parole per trovare le parole giuste per dire a suo figlio la verità, una verità certamente dolorosa, ma che non ho dubbi che dovrà raccontare e in nessun modo omettere. Nessun bambino deve dover sopportare l'incapacità degli adulti di fargli digerire e accogliere la sua storia, una storia che può essere ricevibile grazie a parole adatte all'età e a modalità che via via le sue reazioni e il suo carattere aiutrebbero a trovare; le omissioni e i segreti, infatti, sono spesso all'origine di profondi malesseri che di gran lunga sono psicologicamente più pericolosi delle difficili realtà da cui -col dilenzio- si vogliono proteggere. Quanto a contattare il padre, non posso purtroppo rispondere con altrettanza nettezza, perchè ci sono molti fattori da considerare, in particolare i motivi che la spingono ad avere i dubbi che ha espresso. Se si trattasse di orgoglio ferito, certamente varrebbe la pena di capire se e come eventualmente superarlo, senza forzature, e sempre nell'interesse del suo bambino; se si trattasse di una reale o immaginata oppposizione da parte dei suoi genitori, anche in questo caso varrebbe la pena di vedere in che modo sostenere la sua decisione, perchè lei, in quanto madre, ha tutto il diritto e il dovere di fare scelte che sente sostenibili e giuste per suo figlio. Se invece i suoi dubbi venissero dall'idea che il padre di suo figlio potrebbe essere un danno per suo figlio, in questo caso andrebbe analizzato meglio il danno e valutato con assoluta franchezza cosa fare. Credo che ci sarà infatti un tempo- non troppo lontano da ora- in cui suo figlio potrà chiedere di sapere tutto o qualcosa o anche di incontrare suo padre, ed è in quel momento che lei dovrebbe avere le idee chiare su cosa fare, cioè avere la riposta pronta e il comportamento adatto per rispondere con coerenza. Cominci ora un percorso di sostegno, cercando con l'aiuto di un professionista in grado di accompagnarla in questa importante fase della vita sua e di suo figlio. Un caloroso in bocca al lupo.

a cura di L.Francioli

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