Adolescenti un pò crudeli
26 Luglio 2008
I miei due figli adolescenti (15 e 17 anni) vivono con la mamma e col compagno di lei.
Non entro nel merito delle difficoltà che ho dovuto affrontare per gestire questa situazione che mi ha visto fin da subito a dover lottare per avere l’affetto dei miei figli, visto che la loro madre lasciandomi me li ha portati via fisicamente e ha fatto di tutto per impedirmi di vederli e di stare con loro. In qualche caso mi sono addirittura sentito di troppo, come se la mia presenza disturbasse la bella famigliola ricostruita..non faccio altri commenti…
Il problema è che questo lavaggio del cervello ha influenzato i miei ragazzi che in modo sempre più esplicito mi fanno capire che non vogliono stare con me, adesso che con l’età che hanno non posso più obbligarli a fare nulla. Ci sono delle volte che mi sembrano proprio cattivi: mi trattano con sufficienza, a volte al limite della maleducazione, mi usano per avere privilegi quali videogiochi, biglietti per la partita, cinematografo e poi non basta mai, neppure ringraziano.
Il più grande studia all’istituto tecnico e va bene, il secondo invece dopo una bocciatura al liceo scientifico in prima, ha deciso di cambiare scuola per l’istituto tecnico anche lui, ma l’anno si è chiuso con delle stiracchiate sufficienze. E guai a chiederne conto, sono sbuffatte, occhiatacce e porte che sbattono. Lui vorrebbe fare quello che gli pare e nessuno deve permettersi di rimproverarlo.
La mia autorità è quasi ridotta a zero. Cerco di impormi come papà e a volte minaccio di impedirgli di uscire se non si comporta bene, ma addirittura ieri il più grande mi ha detto che non gli importa nulla di quello che dico, tanto c’è Antonello in casa (il compagno di sua madre), mica io.
Mio padre mi avrebbe riempito di ceffoni, io sono rimasto ammutolito e non ho saputo cosa dire…
Eppure fino a qualche anno fa le cose andavano bene e nonostante le lotte con la mia ex moglie loro mi volevano bene…
Sono disperato e anche molto molto arrabbiato, in particolare con quell’idiota che ha preso il mio posto!
(Antonio, provincia di Napoli)
Sembra caro Antonio che i tuoi figli abbiano crudelmente deciso di metterti alla prova.
E come spesso accade negli adolescenti, il linguaggio che hanno scelto è la sfida. Hanno certo le condizioni al contorno per farlo e il confronto con il nuovo compagno della madre è certamente una ghiotta occasione per mettere i guantoni e assestarti qualche colpo basso.
Non ti fare intimorire e non farti spaventare dalle difficoltà che inevitabilmente la loro età ti procura.
Hai citato anni di difficoltà con la ex moglie e hai denunciato il suo tentativo di estrometterti dalla nuova vita famigliare: sei stato molto bravo a lottare per il ruolo che ti spetta, con tutti gli oneri ed onori, ma non è ancora finita. Molti padri che conosco hanno invece mollato il colpo, per poi ritrovarsi affettivamente inariditi o incattiviti col mondo, accusando l’altro di tutto, anche della loro incapacità di lottare, mentre quella è responsabilità solo loro.
Non saprei dirti se i tuoi ragazzi con questa sfida vogliono dirti qualcosa di preciso, potrebbe essere per esempio che con la loro sfida ti vogliano rimproverare di non esserti rifatto anche tu una famiglia, dando loro la possibilità di avere un modello di uomo cui identificarsi in questo senso, che non sia il compagno della madre.
Oppure potrebbero sentire che non sono capiti nelle loro oggettive difficoltà di figli di genitori separati, per giunta ora anche con una specie di padre putativo in casa; e potrebbe essere che ti stiano chiedendo maggiore comprensione, che tu sia meno esigente con loro, e che magari smetta di essere arrabbiato con una persona che forse loro stimano e a cui vorrebbero affezionarsi, ma che non possono fare fino in fondo per paura che tu ti senta tradito. E allora preferiscono piuttosto litigare con te, in modo che almeno sentano la tua rabbia vitale, piuttosto che la tua depressione.
Queste sono ovviamente solo supposizioni, impossibile sapere cosa passa loro per la testa. L’unico modo in effetti è il dialogo, è darsi il tempo di condividere pensieri, azioni ed emozioni in modo da recuperare quella vicinanza che sembra svanita.
Vedi se le vacanze che si avvicinano ti consentono di ritagliarti questo tempo lungo insieme, parlando anche con la tua ex moglie, se è il caso, e chiedendole esplicitamente supporto in questo senso. Spiegale che vedi un’aumentata ostilità nei tuoi confronti e che ritieni che questo non sia un segno del loro benessere e che la soluzione non è evitare la questione tenendoli lontani da te, bensì affrontarla, principalmente per il loro bene e solo in secondo ordine per il tuo.
Il ruolo del padre non viene mai meno, a maggior ragione nell’adolescenza e a maggior ragione quando un nuovo compagno della madre rischia di generare una confusione affettiva che ha bisogno di essere accolta, compresa.
E anche gestita con presenza e amore da parte entrambi i genitori separati, se possibile.
(A cura di L.Francioli)
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